Agenzie immobiliari e Web

Così come in una decina di anni Internet è diventato parte importante della nostra vita di tutti i giorni, allo stesso modo è diventato uno strumento essenziale per l’attività di tutte le agenzie immobiliari.

L’interesse delle agenzie nei confronti del Web si è mosso lungo due strade differenti: da una parte la realizzazione di siti personali che rappresentino un biglietto da visita nei confronti del cliente, ma che per diversi motivi non può essere un vero e proprio collettore di affari, dall’altra parte la diffusione di database immobiliari ha offerto la possibilità di pubblicizzare la propria offerta immobiliare a costi molto più bassi (anche rispetto alla pubblicità cartacea sui giornaletti di settore) se non addirittura gratuita.

La forza dei database immobiliari è quella di alleggerire l’agenzia dalla gestione tecnica del proprio sito, di disporre di strumenti allo stato dell’arte e - cosa più importante - di disporre di una visibilità infinitamente superiore rispetto al proprio sito aziendale se il gestore del database immobiliare ha le capacità di implementare una seria politica di SEO e non solo di marketing nei confronti delle agenzie immobiliari.

Come sono nati, cresciuti e come evolveranno i database immobiliari? Cercherò di raccontare la loro storia basandomi su un caso che mi riguarda da vicino: VenderCasa.it.

VenderCasa.it nasce una decina di anni fa come laboratorio per sperimentare le nuove tecnologie web da parte del sottoscritto, professionista dell’IT allora impegnato in progetti ERP, ma incuriosito da questa nuova tecnologia emergente.
Un giorno dopo pranzo, tornando a piedi all’ufficio mi accorgo dell’enorme quantità di cartelli “Vendesi” esposti lungo la strada e soprattutto del gran numero di agenzie immobiliari che aprivano ad ogni angolo della mia città, inoltre venivo io stesso da un’esperienza con un’agenzia immobiliare avendo da poco acquistato un appartamento. Le riviste cartacee distribuite gratuitamente per strada erano in pieno boom, quindi tra me e me mi chiedevo se fosse possibile replicare lo stesso business su Internet: anche solo 1000 Lire per ogni annuncio pubblicato, proiettate su scala nazionale, rappresentavano una grossa cifra, per giunta senza spese di pubblicazione e distribuzione!
Detto fatto mi butto a capofitto nella realizzazione dell’idea; la prima implementazione è in Perl, non dispongo ancora di un dominio tutto mio e neppure di un database, gli annunci da pubblicare mi vengono spediti per email e io appena posso li copio in dei file di testo che trasferisco via FTP sul sito, ci sono poi degli script che si occupano di eseguire la ricerca, pescare i dati dai file di testo e renderizzare le pagine HTML.
Questa fase dura poco, nell’arco di qualche mese registro il dominio vendercasa.it (ufficialmente il 24 maggio 2000) e preparo una versione in PHP che grazie a un database MySql permette un funzionamento totalmente automatico (il mio unico impegno è quello di controllare che non avvengano abusi, tra l’altro molto più frequenti allora che adesso). Il provider di allora, Seeweb, mi offre un’affidabile piattaforma Linux, un buon servizio di supporto a circa (se non ricordo male) 200.000 Lire all’anno.
Si tratta un sito composto da pagine HTML generate dinamicamente, ancora organizzato come un ipertesto (a parte il motore di ricerca e i vari moduli di inserimento e feedback), le funzionalità implementate non sono molte, inoltre anche a causa del limitato spazio su disco (20 mega) la possibilità di inserire foto a corredo degli annunci è permessa con parsimonia. Siamo ancora nell’era del Web 1.0 e i portali generalisti, pur interessandosi a questo tipo di servizio, lo implementano in maniera inadeguata, cercando di adattare i loro framework a questo genere di servizi molto specializzati creando, nel nostro caso, dei database immobiliari che non sono molto differenti da bacheche elettroniche con il risultato di avere dati organizzati in maniera caotica e spesso non attinenti e schemi di ricerca inadeguati alla materia trattata. L’unico grosso vantaggio è che, facendo parte di grossi portali che sono spesso il punto di ingresso al web di molti navigatori, riescono a catalizzare molti più visitatori di quanti riescano a fare i portali specializzati.
Il risultato è che l’utente resta generalmente insoddisfatto dal servizio offerto, fa di ogni erba un fascio, e considera inutile utilizzare il web per pubblicizzare la propria offerta immobiliare, preferendo i sistemi cartacei classici.

La conseguenza per il sottoscritto e per tutti coloro che cercano di ritagliarsi uno spazio in questa nicchia di mercato è la difficoltà a trovare acquirenti (agenzie immobiliari) per un servizio di qualità offerto a pagamento. E’ in queste circostanze che conosco Fabio, un agente immobiliare di Roma che invece (caso raro se non unico allora) aveva capito l’importanza del web per la sua attività, e, da fucina di idee sempre in attività qual’era, ne aveva sviscerato i punti chiave portando avanti un ambizioso progetto: areaimmobiliare.org. Con lui da allora è iniziata una sinergia che tra alti e bassi dura ormai da anni in quanto sia le nostre esperienze che le nostre competenze tecniche che i nostri obiettivi sono complementari, ne è nato quindi un arricchimento reciproco che mi pare abbia dato dei risultati notevoli: il suo lavoro era quello di agente immobiliare, il mio di programmatore, per lui il desiderio di far concorrenza ai grossi nomi del settore sul loro stesso campo agevolato però da una struttura più snella, io, dopo le disillusioni iniziali, mi accontentavo di fare di VenderCasa.it un laboratorio per esperimenti e un biglietto da visita per la mia nuova attività di programmatore in ambito web.

Nel frattempo il panorama Internet si era arricchito di un nuovo concorrente, Google, che aveva spazzato via in pochi mesi Altavista, allora dominatore incontrastato tra i motori di ricerca. Erano bastate poche, semplici idee, ma applicate molto bene per stravolgere le modalità di ricerca dei contenuti sul web: prima era preponderante la ricerca seguendo dei link, in genere proposti dai portali generalisti di cui si è parlato fin’ora e si ricorreva solo saltuariamente ai motori di ricerca perché scomodi da usare e spesso non in grado di classificare correttamente le risposte in base a ciò che realmente intendevamo cercare.
Google diventa in breve la pagina principale del browser degli utenti, soppiantando le homepage dei provider che in genere l’utente si trova impostate di default. Meno visitatori, quindi i gestori per far quadrare i conti devono aumentare la pubblicità che diventa sempre più invasiva e quindi scontenta sempre i più i navigatori. E’ l’inizio della fine del Web 1.0.

Conseguenza di questo nuovo panorama è l’importanza crescente della SEO e in questo campo Fabio si rivela un maestro ineguagliabile: qualche piccolo aggiustamento e riesce a portare il mio sito nelle prime posizioni, se non addirittura in cima a tutti per le ricerche in Google per qualche parola chiave che mi interessa particolarmente (per esempio “annunci immobiliari gratuiti”). VenderCasa.it inizia a delinearsi come un servizio non molto diverso da come è adesso.

E nel resto del web cosa sta succedendo? I grossi portali collassano incapaci di creare business, i pochi che sopravvivono ci riescono o perché sostenuti da società madri più grandi per le quali la presenza su Internet non è che un’attività marginale, magari degna di investimenti perché considerata strategica, se non a volte pura immagine, oppure perché pur essendo l’idea buona, i mezzi tecnici e la mentalità degli utenti non sono ancora pronti, infine qualche portale, in effetti, riesce a creare ritorno economico perché ormai radicato nell’uso dei navigatori di allora (già molti, ma ancora un’élite).
Va aggiunto che l’utente reale ancora dispone di linee di collegamento lente (modem telefonici) e costose in quanto le ADSL flat non sono ancora diffuse, mentre i project manager sfornano siti sempre più pesanti (anche per colpa della pubblicità crescente ed invasiva che si vedono obbligati ad inserire per supportare i budget) convinti che l’apparenza sia più importante del contenuto. Ancora una volta Google con la sua homepage minimale dimostra di essersi calato bene nella realtà degli utenti normali e di aver capito la lezione.

Ma mentre diminuiscono i player sul web, la tecnologia progredisce: l’ADSL flat si diffonde nel mondo (Italia compresa), crollano i prezzi dell’hardware e ne traggono giovamento sia gli utenti che i fornitori di servizi che hanno sempre più banda, potenza di calcolo e capacità di storage a prezzi sempre più bassi. I browser tendono ad aderire sempre più agli standard W3C e questo facilita il lavoro degli sviluppatori che iniziano anche da avere dimestichezza con un uso spregiudicato di DHTML, Javascript (in particolare con l’oggetto XMLHttpRequest) e CSS. E’ il big bang del Web 2.0!

E’ evidente che anche VenderCasa.it necessita di qualche cambiamento: SEO sempre più spinta, un pizzico di Ajax e infine la necessità di inserire qualche pubblicità per sostenere i costi grazie a Google Adsense (per poco, perché poi decido di toglierla per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate in quanto il trattamento fiscale a cui sottoporre i proventi di Google Adsense non è molto chiaro e quindi preferisco non rischiare).

Ho tempo perché avevo dato le dimissioni dalla società per la quale lavoravo (a causa tra l’altro, di discordie riguardo all’evoluzione tecnica del nostro prodotto) e trovavo difficoltà - a causa della crisi - a trovare una nuova occupazione a tempo pieno, decido quindi di riscrivere tutto in ASP.NET di Microsoft, da qui la necessità di passare a un server Windows al quale affianco il database MS Sql Server, già che ci sono decido anche di cambiare provider e di passare ad Aruba, per giunta molto più economico. Parto sviluppando in VB.NET, ma mi accorgo quasi da subito che il C# è molto più bello e adatto per progetti complessi. Non posso che essere pienamente soddisfatto di questo cambiamento architetturale anche se, data la mia scarsa esperienza con il nuovo ambiente Microsoft, non riesco ancora a sfruttarlo al pieno delle sue potenzialità. Direi che questo è il momento d’oro di VenderCasa.it, ho il tempo di seguire il sito, di fare manutenzione alla SEO, di aggiungere poco per volta qualche nuovo servizio, tutto questo mi ha permesso di raggiungere una media giornaliera di accessi che nell’arco della settimana variava tra i 600 IP unici dei giorni festivi ai 1000 dei giorni feriali. Nel frattempo creo script che consentono la registrazione in automatico di annunci da parte di qualche partner.

Il resto è solo un laboratorio di idee ancora da pubblicare. Nel prossimo ed ultimo articolo vedremo quali sono queste idee e come secondo me evolveranno i portali immobiliari.

Carlo Altieri

Per vedere come VenderCasa.it si è evoluto nel tempo clicca qui

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