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Web 3.0 & Portali Immobiliari

martedì, 21 aprile 2009

Mi aggancio a quanto sapientemente esposto da Carlo , per approfondire alcuni concetti.
Naturale evoluzione del web 2.0 e del web semantico sarà il web 3.0 ovvero il “Web of Data”

E’ un mio chiodo fisso, dalla nascita del web, avendo assistito alla nascita delle prime BBS (Bulletin Board System) e ad alcune applicazioni concrete in termini di ricerca di dati (il Minitel ad esempio) mi sono sempre soffermato a pensare che tutti gli strumenti e le connessioni informatiche servivano a raggiungere i dati, i dati che ci interessa trovare.

In termini informatici è passato un millennio da quei tempi, eppure il Web of Data  è  li a confermarci che lo scopo di Internet è principalmente quello di diffondere dati e conoscenza. Il resto è conversazione.

Applicando questi principi al portale immobiliare mi sono sempre soffermato sulla possibilità di rendere disponibili i contenuti agli utenti, tutti i contenuti e la maggior parte di contenuti possibili.

Chi cerca un immobile , ha poco interesse che lo trovi da x.com o da y.it, l’importante è che la sua ricerca diventi fruttuosa nel minor tempo possibile.

Il vecchio web 1.0 prevedeva siti istituzionali fragorosi e caciaroni, ricchi di effetti che di per sè sono solo un’autocelebrazione di quanto si è riusciti a spendere per realizzarli o di quanto si voglia promettere in termini di efficienza ed effetti speciali.Molto spesso accade il contrario di quanto si immagina, un prodotto appare tanto più semplice e meno macchinoso quanta più tecnologia c’è dietro.Un portale immobiliare che in pochi click vi porta ai risultati della ricerca desiderata è sen’altro ben fatto.

I navigatori acquistano consapevolezza con il tempo e cominciano ad “odiare” suoni, loading inutili, pop-up etc..

Ora siccome l’immobiliare è il nostro tema centrale, è giusto pensare che un portale di annunci immobiliari offra il proprio contenuto nella maniera più user friendly  possibile.
Oltre l’usabilità c’è il web semantico, ovvero la relazione di reti complesse di metadati, il “web of data” o web 3.0.
Senza entrare nelle specifiche tecniche è opportuno riflettere sul fatto che il solo sito istituzionale di un’agenzia, pur necessario in termini di brand equity, da solo non riesce più a soddisfare al cliente. Quanti siti di agenzie presenti nella zona di mio interesse devo mettere tra i preferiti ? Con la globalizzazione ed internet la territorialità delle agenzie è un concetto che va diventando obsoleto.Quindi come faccio? I motori di ricerca certamente, ma il database al quale voglio accedere è solo un database di tipo immobiliare.Un motore di ricerca generalista non basta più.
All’inzio gli aggregatori di feeds hanno precorso i tempi, creando degli channel Real Estate ove si potevano inserire i listini interi, ma c’erano tanti canali quanti i singoli listini.
Ora portali come gohome.it  e  housecrawler.it stanno facendo un deciso passo avanti accedendo direttamente alle risorse XML come nel nostro caso , questo consente al navigatore di avere un database costantemente aggiornato con una pluralità di offerte impensabile sino ad ora, questa soluzione spazza via, facendo diventare obsoleti, i “vecchi” portali di annunci per agenzie, ove era richiesto l’inserimento diretto delle agenzie, ore ed ore di data-entry per veder limitata la propria visibilità e raggiungibilità degli annunci ad un singolo portale.

Già da tempo con VenderCasa.it, nostro inseparabile partner avevamo implementato, sempre tramite tecnologia XML, la possibilità di importare direttamente tutti gli annunci, questo richiede tuttora un intervento manuale, invece i crawler di metadati automatici dei portali 3.0 sollevano i gestori anche da questo compito.

In questo senso un Portale Immobiliare che raccoglie tutti questi dati può essere definito “aggregatore” od “HUB”, sicuramente si muove nel campo dell’Information Retrieval, mentre le fonti di dati attendibili possone essere definite delle “outbound resources” , di fondamentale importanza per la propagazione dei dati sul web, prossimamente tornerò ad occuparmi in termini di SEO. di questo particolare rapporto che può sembrare di sudditanza, ma non lo è.

Per quanto riguarda le agenzie che ancora si orientano verso vecchi schemi del web, inviterei ad una riflessione su quanto esposto e su quanto andremo in altre occasioni ad approfondire. Come già accenatto in altri articoli è il contenuto degli annunci immobiliari che deve raggiungere il target , non è il cliente che deve faticare per raggiungervi, inutile sperare di essere il primo e gettare soldi per un’indicizzazione che non durerà mai abbastanza per ripagarvi di quanto investito, il primo come dice la parola può essere uno solo, oltre la prima pagina dei motori di ricerca c’è il vuoto o quasi, quindi è il vostro contenuto immobiliare, il vostro listino immobiliare, che deve viaggiare liberamente in rete, sotto forma di metadati appunto.

Il web 3.0 implica di lasciarsi dietro tutto quello che fino a ieri erano le nostre conoscenze acquisite ed il nostro modo di progettare siti.

Areaimmobiliare.org che vede la sua ultima stesura progettuale nel 2007, è frutto di un ‘esperienza decennale sul web, i metadati hanno sempre rappresentato il nostro credo, addirittura abbiamo implementato tramite un “reverse engineering” l’estrazione di metadati dai file multimediali, basta inserire i dati in fase di “Authoring” del video per poi poterli vedere estratti automaticamente in foma di metadati e poter essere inseriti in un channel apposito, questo è un aggregatore di feed che riporta il nostro channel video.
Ora in questo senso c’è da dire che concetti come “authoring” sono ancora abbastanza estranei alle agenzie immobiliari, ma confido che con il tempo la situazione si vada evolvendo, come notava Carlo di VenderCasa è preferibile avvalersi di siti che fanno dello streaming video il loro punto di forza, ma il problema è sempre la ricerca dei contenuti, lo channel dedicato, i metadati giusti, se provate a cercare su Youtube “immobiliare” “appartamento” “casa a roma” difficilmente vi viene fuori il risultato desiderato, ovvero un video-annuncio di un immobile offerto in vendita o in locazione nella zona di vostro interesse, e spesso si tratta di risultati obsoleti e mischiati a quelli di video che contengono solo le stesse parole chiave ma non i contenuti desiderati. Questo perchè l’inserimento non è ancora regolato da un linguaggio di metadati standardizzato a livello globale.
Su questo ultimo punto c’è ancora da lavorare a mio giudizio, ed era il 2000 quando già facevamo video-streaming, sinceramente pensavo che una soluzione si trovasse prima, d’altra parte è l’orientamento generale del web che determina lo standard, e forse c’è da aspettare ancora un pò.

seospecialist

Riferimenti:
http://www.stalkked.com/2008/01/22/web-semantico-semanticizzare-un-wordpress-blog-parte-1/

Spammer, framing & co…..nell’arte dei sogni!

martedì, 7 aprile 2009

L’uomo puo’ lavorare isolato, ma sapete, quando viene un’idea, se si e’ gente buona e per bene, non si puo’ fare a meno di raccontare l’idea; anche questa e’ la nostra natura. Rubare le idee significa essere odiati per tutta la vita, ma comunicare le idee, non c’e’ niente da fare: ciascuno di noi per qualche verso e’ un maestro , perche’ ciascuno di noi vuole rendere gli altri partecipi della propria idea per avere conferma del suo valore. E se un’altra persona, buona e sensibile, ne conferma il valore e’ come ricevere l’approvazione di un milione di uomini.”

Louis Kahn, testo tratto dai dialoghi con gli studenti della Rice University.Houston (Texas).

Questa frase a me molto cara, è dedicata a tutti coloro che non vogliono e spesso non possono, per evidente mancanza di connessioni sinaptiche, fare qualcosa di veramente innovativo nel proprio lavoro,  nella propria azienda,  e di conseguenza questo si riflette nel propro sito web, la giusta corporate identity di chi preferisce copiare non avendo o potendo nulla da dire.
Con l’amico Carlo discutevamo proprio di questo, ed abbiamo tratto delle conclusioni secondo le quali oltre a praticare tecniche deprecate, illudendosi di poter ingannare i motori di ricerca, e quel che è peggio i navigatori, questo tipo di pratiche non porta alcun risultato in termini di prestigio o traffico di qualità.

Spero che Carlo possa intervenire con un suo prezioso intervento in merito.

Le pratiche più comuni sono il framing che consiste, tramite appositi script, nell’ “ospitare” sul propro dominio il contenuto del sito.
Una distinzione bisogna farla circa il framing, in molti casi il framing si riduce solamente ad un’anteprima del sito della sola pagina principale. E’ il caso di directory specializzate, liste di siti, fin qui “nulla quaestio“.
E’ molto diverso quando vi trovate a navigare un intero sito senza avere l’impressione di essere su un “mirror“.Un esempio molto semplice può essere questo: www.vostrodominio.sitospammer.com
Il vostro dominio viene incluso totalmente con degli “hotlink” , spesso vengono modificati i metatag aggiungendo quelli del sito Spammer e questo crea un evidente danno alla vostra immagine aziendale. Il vostro contenuto, le vostre keywords, e quel che è peggio il vostro lavoro e la vostra immagine viene mixato con argomenti spesso al limite del lecito.
Resta da verificare se addirittura possano fare uno “sniffing” dei dati di accesso degli ignari utenti che pensano di fare il login sul vostro sito, di fatto all’utente meno esperto il sito pare tale e quale.
Non voglio addentrarmi su come sia tecnicamente possibile e sulle contromisure che il webmaster può prendere, certo è che molti di questi siti sono locati in “porti franchi” inutile interrogare il whois, e questa chiamatela pure una “singolare coincidenza”.
Per inibire il processo di framing c’è da scrivere qualche riga di codice, ma sinceramente, se avete un sito di qualità o che vi è  costato comunque  lavoro vale sicuramente la pena.
Tutta la comunità degli sviluppatori è impegnata in tal senso, un recente aiuto al navigatore lo fornisce il nuovo browser di Redmond che evidenzia durante la navigazione il nome del dominio ove vi trovate, è sufficiente dare un’occhiata al testo più scuro sulla barra di navigazione per rendersi conto di dove vi troviate. Anche i principali motori di ricerca sono impegnati in tal senso e possono ricevere segnalazioni in proposito, eliminando il sito spammer dai propri indici.

Un altro caso sempre più frequente e sul quale mi viene da sorridere più che altro, è il seguente.
Molti aspiranti SEO trovano molto più semplice, a prescindere se hanno avuto l’approvazione del cliente o semplicemente per giustificare la propria incompetenza e magari una parcella stellare, veicolare traffico sul sito del cliente in questo modo.Analizzano i siti meglio posizionati per determinate parole chiave, successivamente registrano un dominio leggermente o totalmente diverso es: vostrodominio. it  diventa vostro-dominio. it, e su questo spero che i sviluppatori dei motori di ricerca prendano delle misure, oppure “altraparolavostrodominio. it”
Basta poi tramite IIS fare il redirect del dominio con il nome simile al vostro sul dominio principale ed il gioco è fatto.
In questo modo il dominio  può venire visitato da navigatori che cercano tutt’altro, magari manca il “-” oppure la parola chiave aggiunta al  domain-name è relativa ad un ‘altro dominio ben posizionato per quella key, insomma è impossibile venirne fuori, oltre a registrare tutte le estensioni del domino (com, net, eu,info, etc..) per un determinato sito bisognerebbe registrare tutte le variabili del domain-name con il “-” oltre a tutte le keywords variabili es: “vostrodominio.it” “parolachiavevostrodominio.it”
Lungi dal giudicare questi comportamenti, certo è che queste persone non fanno un servizio ai navigatori, non hanno compreso lo spirito del web , senza scomodare Tim Berners Lee noi siamo convinti che il web semantico risolverà definitivamente questo problema. L’astrazione del contenuto dalla piattaforma che lo ospita consentirà una rete di relazioni complesse che porterà allo sviluppo delle prime forme di I.A. sul web. In poche parole sarà possibile puntare direttamente al contenuto, saranno possibili ricerche del tipo “attico in posizione centrale a Roma”…a quel punto invece dei documenti dove sono state trovate delle parole chiave richieste  vi potreste trovare di fronte ad una serie di risultati e di domande poste dai futuri motori logici “cerchi un attico in vendita?”  “in affitto?”  “da ristrutturare?” “quanto desideri spendere?”
Forse allora sorgeranno altri problemi, sulle fonte di dati attendibili e su chi viene ecluso o meno, ma è presto per preoccuparsene.Una cosa che chi  sviluppa siti web deve avere chiara , è che chi naviga è alla ricerca di contenuti, fuorviando la navigazione degli utenti si ottiene l’effetto contrario, chi si appropria dei contenuti e del lavoro degli altri ha la furba impressione di prendere delle scorciatoie e magari si sente pure bravo….ma non è cosi…quella non è l’arte dei sogni!

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